Visualizzazione post con etichetta Ovidio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ovidio. Mostra tutti i post

“Metamorfosi”





In questo bosco Prosèrpina si divertiva a cogliere viole o candidi gigli, ne riempiva con fanciullesco zelo dei cestelli e le falde delle veste, e faceva con le compagne a chi ne coglieva di più, quando Plutone – fu quasi tutt’uno — la vide, se ne innamorò e la rapì. Tanto precipitosa fu quella passione.
Simone Pignoni, 1611-1698 
'The Rape of Proserpine'

Atterrita, la divina fanciulla si mise a chiamare con mesta voce la madre e le compagne, ma soprattutto la madre, e poiché si stracciò l’orlo superiore della tunica, questa si allentò e i fiori raccolti caddero per terra: e tanta semplicità c’era nel suo cuore di vergine, che anche la perdita dei fiori le causò dispiacere.

Il rapitore lanciò il cocchio incitando i cavalli, chiamandoli ciascuno per nome, scuotendo sui colli e sulle criniere le briglie del cupo colore di ruggine; passò veloce sul profondo lago, sugli stagni dei Palaci, tra le esalazioni del golfo che erompe dalla terra e li fa ribollire…
.
.
.
- Ovidio -
.
.
.








~ Credimi ~




Credimi: non si debbono affrettare
le voluttà di Venere; tardarle
giova con lenti prolungati indugi.
Quando i luoghi hai trovati ov’ella gode
d’esser toccata, allor non ti trattenga
dalle carezze tue nessun pudore;
sfavillanti di trèmulo fulgore
le vedrai gli occhi, come quando il sole
splende in un’acqua mobile riflesso.
E poi lagni mùrmure, e un soave
Sandro Botticelli
The Birth of Venus, (detail), c. 1486, - Uffizi Gallery, Florence
gemere, e gridi al dolce giuoco amici.
.
.
.
- Publio Ovidio Nasone -
.
.
.