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~ Noi saremo ~




Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
che certo guarderanno male la nostra gioia,
talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?
Andremo allegri e lenti sulla strada modesta
che la speranza addita, senza badare affatto
che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?
Nell'amore isolati come in un bosco nero,
i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,
saranno due usignoli che cantan nella sera.
Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,
non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.


Upper portion of two lovers, 1908
Gustav Klimt

Uniti dal più forte, dal più caro legame,
e inoltre ricoperti di una dura corazza,
sorrideremo a tutti senza paura alcuna.  
Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l'anima infantile
di quelli che si amano in modo puro, vero?
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- Paul Verlaine -
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~ Violini d'Autunno ~




Singhiozzi lunghi
dai violini dell’autunno
mordono il cuore
con monotono languore.
Ecco ansimando e smorto,
quando suona l’ora,
io mi ricordo
gli antichi giorni e piango;
e me ne vado
nel vento ingrato
che mi porta di qua e di là
come fa la foglia morta.
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- Paul Verlaine -
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Lena Sotskova
"Leading Violin"




~ Il pianoforte ~




Giovanni Boldini
'The Woman in Red '











Il pianoforte baciato da una fragile mano
vagamente riluce nella sera rosa e grigia,
mentre con un lievissimo frèmito d'ala
un'aria molto antica, flebile, incantevole,
si aggira discreta, quasi spaurita,
nel boudoir che conserva il Suo profumo.

Cos'è questa nenia improvvisa
che lenta dondola il mio povero essere?
Che vorresti da me, dolce Canto scherzoso?
Cos'hai voluto, ritornello fine ed incerto
che morirai ben presto alla finestra
semiaperta sul piccolo giardino?
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- Paul Verlaine -

~ Pierrot ~


Guillaume Seignac, French academic painter, 1870-1924
' Pierrot's Embrace', 1895
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Non è più il sognatore lunare della vecchia aria 
che rideva agli avi da sopra gli stipiti: 
la sua allegria, come la sua candela, ahimè! è morta, 
e oggi il suo spettro ci ossessiona, sottile e chiaro. 
Ed ecco, nel terrore di un lungo lampo, 
la sua pallida blusa scossa dal freddo vento 
sembra un sudario, e a bocca spalancata 
pare ch'egli stia urlando per i morsi del verme. 
Col rumore d'un volo d'uccelli notturni, 
le sue maniche bianche fanno vagamente nello spazio 
folli segnali cui nessuno risponde. 
Gli occhi sono due grandi buchi dove striscia 
del fosforo, e la farina fa ancor più spaventosa
 la faccia esangue dal naso aguzzo di moribondo.
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-Paul Verlaine-
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